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Microtelecamere per “spiare” il dipendente infedele, si o no?

giovedì, 14 feb 2013 Notizie

Gli chiameremo “controlli difensivi“, ovvero quell’attività investigativa diretta ad accertare i comportamenti illeciti dei lavoratori che spesso sfociano in reato.

Sovente la domanda dell’imprenditore che ha un problema con qualche dipendete per furti danneggiamenti o simili è: “possiamo istallare una microtelecamera“? Ci si chiede se è lecito o meno un’attività investigativa di questo tipo, la risposta è si, in quanto l’attività da noi svolta non costituisce illecito.      

Facciamo qualche osservazione di carattere giurisprudenziale. La Corte di Cassazione, con sentenza n. 15982 del 17.07.2007, ha chiarito che l’Art. 4 dello Statuto dei lavoratori, Legge 300/1990, vieta l’uso di impianti audiovisivi con finalità di controllo, quindi disciplina le modalità per esigenze organizzative di sicurezza etc..

L’Articolo fa parte di quella complessa norma attuata per contenere il potere del datore di lavoro  salvaguardando il dipendente, in pratica per non ledergli la “sfera” attuando azioni considerate lesive alla sua dignità e riservatezza, il luogo di lavoro va mantenuto in una dimensione umana e non esasperata dall’uso delle tecnologie; e fin qui siamo tutti, (o quasi), d’accordo. Il problema si presenta però quando l’imprenditore incappa in un dipendente disonesto, a questo punto l’imprenditore si sentirà disarmato e impotente in quanto il suo dipendente, (disonesto), apparirà super tutelato da Sindacati e vari simpatizzanti che cercheranno di tutelarlo in ogni modo, e spesso, per toglierselo dai piedi, l’imprenditore sarà pure costretto a dargli una buona uscita. (Oltre al danno la beffa).

Che fare?

Non rientra nel campo di applicazioni dell’Art. 4 il controllo effettuato dal datore di lavoro qualora l’attività di controllo prescinda dalla sorveglianza sull’esecuzione delle prestazioni lavorative degli addetti ma sia, invece, unicamente diretta ad accertarne la persistenza di eventuali comportamentali illeciti da parte dei lavoratori.

A questo punto però cominciamo a parlare dei diritti dell’imprenditore e del proprio patrimonio costituito non solo dai suoi beni aziendali ma anche dalla propria immagine.

Il monitorare quindi con microtelecamere una certa “zona” della ditta è dunque ritenuta dalla Suprema Corte non rientrante nel campo dell’applicazione dell’Art.4 dello Statuto dei lavoratori che esclude dai controlli vietati quelli eventi per oggetto la tutela di beni estranei al rapporto di lavoro.

In conclusione, possiamo dire che è legittima, da parte delle Agenzie Investigative, l’uso di microtelecamere occultate all’interno del luogo di lavoro quando le immagini registrate siano dirette ad accertarne solo eventuali condotte illecite del dipendente, e risulti indispensabile per la tutela del patrimonio dell’imprenditore. 

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