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Concorrenza sleale interna ed esterna

SICURO DI ESSERE SICURO ?

L’acquisto di nuove apparecchiature informatiche per le Vostre aziende può rilevarsi un “cavallo di Troia”. Esternamente si presentano bene ma al loro interno possono rilevare qualche sorpresa.

Tipologia di indagine operativa, dinamico/statica e intelligens. Indagine spesso complessa con tempistiche a volte lunghe che richiedono dispendio di energie e personale operativo preparato.

Alcuni dati su cui riflettere:

45.000 i siti web per hacker presenti in internet nei quali si possono trovare tools applicativi specifici per tentare di introdursi nelle reti aziendali.

Il 78 % di intrusioni nella sicurezza del sistema informatico aziendale proviene dall’interno della rete aziendale, (collaboratori infedeli).

Il 56 % delle aziende americane dichiara di aver subito attacchi nella propria rete, ma molte altre non lo sanno o lo negano per motivi d’immagine.

Il 49 % degli attacchi esterni alle aziende italiane proviene dalla Cina.

l’85 % delle aziende italiane hanno i server non protetti e non lo sanno. (E’ come lasciare la porta dell’azienda aperta).

Nel secondo semestre 2007 sono stati registrati 122.500 attacchi Malware, (software in grado di mettere in tilt il PC).

Sempre nel secondo semestre del 2007 sono stati registrati 2000 casi di phishing, (e-mail anomala finalizzata all’acquisizione di dati riservati).

La protezione dei Vostri dati personali è un bene primario che va difeso con tutte le armi possibili, viste le problematiche a livello sociale e finanziario che ne potrebbero derivare, il Gruppo DET24 ti protegge dai trafficanti di dati.

Esempio di rilevamento accaduto in un’azienda:

Il nostro Tecnico stava procedendo ad una misurazione all’interno di un’azienda per rilevare l’eventuale presenza di apparecchiature eventualmente istallate da parte di terzi, (secondo protocollo i controlli in questo caso sono 1600 segnali di diversa natura ripetuti ogni uno per 3 volte).

Raggiunto il 40 % delle misurazioni il Tecnico procede ad inviare un segnale ben preciso che consente di rilevare piccolissime ottiche eventualmente presenti nell’ambiente, (nel particolare il segnale va alla ricerca di ottiche di piccolissime dimensioni normalmente presenti nelle microtelecamere). Il segnale torna positivo.

Il Tecnico ripete l’operazione come da protocollo altre due volte e il segnale torna sempre positivo.

A questo punto vengono inviati nell’ambiente una serie di segnali per rilevarne la fonte elettromagnetica dell’apparato precedentemente rilevato partendo dall’ovvio presupposto che se c’è una microtelecamera questa deve essere obbligatoriamente alimentata, quindi il nuovo segnale va alla ricerca della fonte d’energia emanata dalla microtelecamera stessa per individuarne il punto in cui si trova.

I segnali ritornano sempre negativi.

Conclusione: C’è una microtelecamera ma non è funzionante.

La microtelecamera a questo punto deve essere cercata a “vista” e vengono smontati oggetti di ogni genere presenti nella stanza, alla fine viene trovata all’interno di una presa di corrente sul muro la cui ottica era stata posizionata nel foro centrale della presa e da quella posizione era possibile per lei osservare tutta la sala riunione.

Il tutto viene quindi smontato e analizzato sul posto, dalle analisi sull’ossidazione dei graffi provocate dal cacciavite sulle viti e dall’analisi delle polveri presenti all’interno e all’esterno della microtelecamera viene stabilito che la stessa era stata inserita circa un anno prima ma non era più in funzione da circa 6 mesi. Infine, dall’indagine effettuata successivamente è stato possibile risalirne all’autore che l’aveva installata.

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