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La Cina, campione del moderno spionaggio economico-industriale

giovedì, 15 mag 2014 Notizie

Al Giappone, nella folle corsa per l’acquisizione di segreti industriali e tecnologici, è subentrata, negli anni 80 del secolo scorso, la Cina. E’ il periodo in cui Deng Xiaoping avvia le grandi riforme dell’economia, introducendo i concetti, fino ad allora sconosciuti, del merito e della produttività e aprendo il mercato al funzionamento delle regole “capitaliste”, pur rimanendo al Partito Comunista assoluto e unico controllore della situazione politica del paese. Così anche in Cina i servizi segreti si orientano prioritariamente verso l’intelligence economica per aiutare il “grande balzo in avanti” in direzione capitalista. E anche in questo caso, dopo i primi anni di apprendimento e di semplice imitazione, si può dire che l’alunno abbia superato il maestro. Chi in  effetti avrebbe mai pensato, venti anni fa, di acquistare in Italia (patria della migliore industria calzaturiera al mondo) scarpe made in China? Probabilmente nessuno. Oggi invece le scarpe cinesi sono richiestissime nel nostro paese, certo in virtù del loro minor costo, ma anche di un livello qualitativo che è andato migliorando negli anni grazie all’eccezionale spirito di “osservazione” dei cinesi.

La febbre di acquisire informazioni, o anche di clonare i prodotti occidentali, è salita ad un punto tale che la società cinese Montresor ha immesso qualche anno fa sul mercato nazionale e internazionale cioccolatini simili ai famosissimi “Rocher” di Ferrero. Simili quasi in tutto, anche nella tipica confezione con la carta dorata, che incontra tanto il favore dei cinesi. Non però nel gusto, se si pensa che al centro del cioccolatino cinese c’era una nocciolina americana e non una nocciola intera, come in quello italiano. Anche il nome era stato scelto apposta per trarre in inganno: “Trèsor dorè di Ferreri Chocolate” ! Fortunatamente la determinazione della Ferrero nel perseguire giudiziariamente la Montresor, l’insistenza con cui anche le nostre autorità hanno seguito l’affaire, hanno portato l’alta corte cinese a riconoscere che la Ferrero era stata vittima di pratiche di concorrenza sleale e ha ordinato il ritiro dal mercato dei “Trèsor dorè”. Ma i pericoli rimangono: lo spionaggio industriale è sempre allerta, il ruolo dell’intelligence economica diviene necessario più che mai.

Un peccato relativamente “veniale”, questo: si è sfruttato un marchio famoso, senza però rubare il brevetto. Ci sono invece altri casi di spionaggio industriale a tutti gli effetti che possono dare l’idea dell’efficacia dell’intelligence economica cinese. Nell’ottobre del 2011 sono stati arrestati in Francia due stagisti cinesi (non semplici operai ma probabilmente spie addestrate per la missione), in forza presso una società di alta tecnologia istallata nei paesi di Nancy, la Coverteam (appartenente alla General Electric) mentre, in zona protetta, fotografavano i motori prodotti dalla società. Fitto riserbo però viene mantenuto dalle Autorità sul caso.

Un altro esempio ha coinvolto l’American Superconductor Corporation. Questa società, con sede nel Massachusetts, ha registrato nel 2011 una perdita di circa 700.000.000 di Dollari a causa di un “clonaggio” industriale in piena regola che le ha fatto perdere numerosi clienti. Si è scoperto infatti che il suo più importante cliente cinese, la Sinovel, era riuscito a corrompere un tecnico della società per entrare in possesso di un sofisticatissimo programma informatico (coperto da Copyright) di controllo delle turbine eoliche. Un caso che ha avuto risvolti politici importanti, fino ai più alti livelli.

C’è poi il caso DuPont: un cittadino americano, Walter Liew, è stato arrestato con l’accusa di aver passato ai cinesi informazioni di alta tecnologia concernenti il segreto più custodito al mondo in materia di vernici industriali (la progettazione del biossido di titanio).

Insomma c’è ne per tutti i gusti.

Questi e altri casi creano tensione tra Stati Uniti e Cina, quest’ultima accusata da più parti di usufruire di una rete di addestratissimi Hacker in grado di carpire preziose informazioni.  E non solo nel settore industriale.                                   

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