SERVIZI

Il grande fratello si chiama Echelon

martedì, 3 giu 2014 Notizie

Chi di voi ha sentito parlare di Echelon? Ben pochi credo!

Echelon è nato durante la guerra fredda da una collaborazione tra l’intelligence americana e quella inglese. Alle origini si proponeva con finalità esclusivamente militari in funzione anti-sovietica, con il tempo, però, le finalità si erano per così dire “allargate” a numerosi altri settori di attività, (politico, economico, finanziario etc), e oggetto di raccolta di informazioni da parte di Echelon lo poteva diventare così qualsiasi paese.

Echelon diviene quindi un potentissimo sistema di intercettazione capace di controllare, selezionare e registrare ogni forma di comunicazione terrestre. E’ una rete composta da 120 sofisticati satelliti artificiali, (soprattutto tipo Key Hole e Lacrosse), 11 stazioni a terra in grado di ricevere le informazioni a due grandi centri per l’elaborazione dei dati, uno in Gran Bretagna e l’altro in Australia.

L’organizzazione concepita da un accordo iniziale tra Londra e Washington detto UKUSA al quale hanno poi hanno aderito successivamente anche Canada, Australia e Nuova Zelanda, responsabile del progetto è la National Security Agency (NSA) in collaborazione con la CIA.

Sull’esatto funzionamento di Echelon si sa molto poco per la verità, sicuro è che un certo numero di stazioni a terra è orientato sui satelliti messi in orbita per intercettare chiamate telefoniche, fax e posta elettronica mentre altre stazioni invece registrano le comunicazioni a livello nazionale. Non sfuggono nemmeno le informazioni che passano attraverso i cavi sottomarini nel momento  in cui i messaggi cominciano a viaggiare via etere per raggiungere i destinatari.

Ovviamente il compito più difficile nell’infinità di dati consiste nel selezionare i messaggi “interessanti”, operazione che avviene sulla base delle “parole chiave” in riferimento a determinate situazioni, nomi, luoghi etc. E’ altrettanto ovvio che il sistema può essere orientato verso le direzioni desiderate, la domanda che ricorre spesso però è: “sempre con scopi leciti”?

Nello stato dello Utah (USA) è attualmente in costruzione la più imponente struttura di intelligence mai concepita, lo “Utah Data Center” gestito anch’esso dalla NSA, un colossale silos informatico capace di intercettare qualunque tipo di conversazione, militare e non militare. Quindi non solo telefonate, mail o fax ma anche le tracce delle attività più personali di un individuo, come le ricevute di parcheggio, le ricevute fatte su internet, gli itinerari dei viaggi, l’acquisto di libri e così via. Tutto ciò per ricostruire il profilo virtuale della persona, con i suoi gesti, le sue preferenze, le sue debolezze.             

Siamo evidentemente oltre il “Grande Fratello” strategico militare che, in nome della sicurezza internazionale, deve vedere ed ascoltare tutto. Qui in realtà ci troviamo di fronte al “Grande Inquisitore” informatico in grado di svelare i tratti più privati della personalità di ciascuno di noi.

L’intelligence informatica costituisce in qualche modo la più recente frontiera dell’intelligence tecnologica che si sviluppa alla fine del XX secolo. La sua principale caratteristica è quella di utilizzare lo spazio per ascoltare o osservare il nostro pianeta. Come? Attraverso vettori, (aerei, droni, satelliti), e intercettori, (ottici o all’infrarosso), le cui performance migliorano di giorno in giorno.

L’intelligence tecnologico offre inoltre un immenso vantaggio, può operare permanentemente e fornire in tempo reale notizie da qualsiasi parte del mondo e, nella maggior parte dei casi, senza mettere in pericolo vite umane. Naturalmente con qualche limitazione, attualmente, per esempio, non è ancora possibile sapere cosa si trama nel fondo di una sperduta grotta di montagna. Il che peraltro ci riporta, in una prospettiva di complementarietà, all’indispensabile apporto dato dall’intelligence umana, (le buone vecchie spie insomma).      

Login | Powered by WordPress